cadi.

cadi dalle nuvole, cadi verso il basso. atterri come un albero nella sabbia.

il tempo di capire cosa è successo e devi già cominciare a risalire

e gli altri sono tutti più veloci, e ti tocca guardare, e arrancare.

ma tu prosegui.

ostinato, testardo, ignorante : tu prosegui. non vuoi sentire niente.

6 esami al termine.

vai così white, vai così.

confucio-ne settembre 25, 2007 07:36 in sulserio
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mi alzo constatando l'inutilità della sveglia, suonata un paio d'ore prima.

<<sono le 10, cazzo>>

un esame in ballo, di quelli pesi. uno degli ultimi per fortuna. flash notturni mi scazzottano le tempie, e la cosa mi piace un sacco. liquerizia appena svegli, è quello che ci vuole.

leggo un paio di notizie, poi lascio la scrivania e mi guardo attorno. il mio sguardo si ferma sulla candela e sul suo contenitore di vetro.

c'è della birra dentro.

<<come c'è finita lì?>> mi domando.

poi faccio mente locale, e sorrido.

confucio-ne settembre 21, 2007 12:36 in that one day
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passo davanti al bancomat, mi giro e vedo un mio amico delle elementari completamente nudo, appollaiato sulla mensola di metallo della cassa automatica.

<<ciao tiziano>> gli dico vistosamente imbarazzato.
<<oh ciao!>> mi fa lui, completamente a suo agio.

seguono domande sul mio stato civile, su cosa ho fatto negli ultimi anni, sul mio lavoro.
resto vago, istupidito dall'imbarazzo. poi ad un certo punto io gli domando:

<<e tu che ci fai qui, così, nudo? là sopra?>>
<<ah - fa lui - niente. ho trovato un lavoro in banca. sono il dispositivo di macchiatura delle banconote in caso di rapina>>
<<e cioè?>>
<<se uno prova a rapinare la banca, mi cago addosso>>

lo saluto con un sorriso precotto e mi avvio in ufficio. che lavoro del cazzo, povero tiziano. che lavoro del cazzo. entro in ufficio e prendo posto accanto al cestino della carta, apro la bocca quel tanto che basta e poi mi attacco sulla fronte l'adesivo con la mia qualifica.

APPUNTAMATITE.

confucio-ne settembre 17, 2007 16:36 in attenzionenon è mai successo
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mia nipote mi tamburella la spalla con le dita, aspetta che io apra gli occhi e poi mi fa:

<<ha detto nonna che devi alzarti, è ora>>

"è ora di fare che?" mi domando ancora completamente rincoglionito, mentre davanti ho la scogliera, il treno, lei. insomma tutta la roba che stavo sognando fino a un minuto prima.

<<sì>> le dico, mi tiro su e abbandono per sempre quei pensieri. scendo le scale di legno con i piedi scalzi, non riesco a reprimere uno starnuto e mi dirigo verso il divano. troppo rosso per essere solo le 9 del mattino.

la sequenza successiva prevede un caffè che mi viene allungato sotto al naso, io che lo mando giù e mi riprendo un po', almeno fino a quando non parte la tiritera:

<<eeeee BARBA eeeee PAGA L'ASSICURAZIONE eeeee ACCOMPAGNACI AL MARE eeeee NON C'E' L'ACQUA eeeee SVEGLIATI PRIMA LA PROSSIMA VOLTA...>>

mi sottraggo al monologo di mia madre e rifaccio le scale in verso opposto. mi lavo con l'acqua di una bottiglia, il risultato non è un granchè ma non posso permettermi di fare lo schizzinoso. infilo una maglietta. è sporca. ne infilo un'altra che può andare.

sono in auto, ho appena scaricato le donne al mare e passo al negozio di letizia. il tempo di un caffè e mi chiama una mia amica, a pezzi, lasciata dopo 4 anni dal suo ragazzo. l'incredibile spettacolo della vita, l'incredibile spettacolo della morte. saluto letizia e riparto mentre sono ancora al telefono con la disillusione fatta persona.

<<mmm...>> è il mio commento al suo sfogo. ma nel frattempo penso. non c'è mai niente di definitivo, di semplice, di diretto. bisogna arrivare a ciò che si vuole tramite compromessi e prove, con l'unico risultato che il percorso, alla fine dei giochi, risulterà essere più importante dell'obiettivo stesso. e tu arriverai a quel punto come una persona diversa da quella che eri prima.

il semaforo è verde e mi tocca ripartire tra i clacson di quelli dietro. la parte vecchia della città è costantemente permeata di un'anima, corrotta ancora solo parzialmente dagli ipermercati a basso prezzo. spengo l'auto, scendo. entro in un bar mai visto prima e ordino un caffè. la situazione è confusa, le informazioni sono tante e non c'è tempo per classificarle in relazioni d'ordine esatte. quel che è certo è che non ci si può fermare, e allora mando giù il terzo caffè della giornata, giusto per rimanere sveglio.

confucio-ne settembre 10, 2007 12:10 in sulserio
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non riesco a decidere quale look adottare.... consigli?

confucio-ne settembre 05, 2007 11:18 in that one day
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arriva un'altra sberla mentre i due che mi tengono parlano di cavalli e di scommesse. sciaff, è il suo rumore.

<<allora vecchio mio. sei convinto adesso?>> mi chiede Abel White, di professione testadicazzo.
<<ancora no Abe. prova col sinistro stavolta>> gli rispondo col labbro superiore che somiglia a un wurstel.
<<mi piaci stronzo. mi piaci, davvero. dopo questo lavoretto se vuoi possiamo anche diventare soci>>
<<non saprei White. corri troppo. non sono pronto per un rapporto fisso>>

Abe ghigna, si scioglie un po' i muscoli del collo e porta il sinistro all'altezza del suo naso. Poi lascia partire il colpo e improvvisamente mi ricordo le giostre, la festa della Madonna dei Sette Dolori, le noccioline americane e i fuochi d'artificio. soprattutto quelli. i fuochi d'artificio.

riapro gli occhi mentre mi scuotono la testa e metto a fuoco con progressivo impegno. c'è ancora Abe davanti a me, e posso vedere la sua mano insanguinata, i suoi polmoni che insaccano aria, la cicatrice a forma di arcata dentale che gli contorna la guancia.

<<ehi Abe, te la posso chiedere una cosa?>>
<<che cosa, stronzo?>>
<<come te la sei fatta quella cicatrice?>>

Abe impallidisce e perde tutta la sua aria da svelto, per un istante mi guarda come se volesse farmi fuori, ma sappiamo entrambi che non può. questo deve essere solo un avvertimento. poi mi risponde.

<<da bambino non ti hanno insegnato a far finta di non vedere le cicatrici degli altri?>>
<<andiamo, Abe. è solo curiosità>>
<<bhe, mettiamola così. la sai la differenza tra un cane e una puttana?>>
<<no Abe, dimmela tu>>
<<al cane, se lo chiami col suo nome, non gli viene in mente di morderti>>

confucio-ne settembre 03, 2007 13:20 in that one day
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il tuorlo, l'albume. e io rimango fermo.
mattonelle arancioni, scacchi, fotografie mosse. e io rimango fermo.
qualcosa si strappa alle mie spalle. un sorriso affiora dalla memoria, prima che sia troppo tardi. rimango fermo.

poi è un lampo, è l'ordine e il caos e io non so distinguerli l'uno dall'altro. è fragore ed esplosione, è buio, è luce, è incontenibile. so che dovrei temere, nascondermi, scappare. so che dovrei indietreggiare e rifugiarmi sotto il livello dell'acqua, e lasciarmi andare. scivolare via, lontano. invece rimango fermo.

perchè non so cos'altro fare.

confucio-ne settembre 02, 2007 18:39 in sulserio
commenti



<<dai alice, non dar fastidio ai terroni!!!>>


confucio-ne settembre 01, 2007 21:31 in sulserio
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Silvio c’è… ma a me me lo puppa!

Caffè
Cannoleekee
Disfunzioni sinaptiche
Niente assoluzione alla chiesa
del Reverendo Johnson

Zucchine Crude

Raging Bull
Bandiera bianca
Il 3 dicembre del 39
Right here right now
Praise you
Sui giovani d'oggi..
Germi
La veritĂ  che ricordavo
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dì un po', ma che te ne importa?

non provarci.

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schlomele in sono passate due set...
utente anonimo in sono passate due set...
effettopauli in sono passate due set...

per ora queste :
about joe vannucci
attenzionenon è mai successo
e-speri-mento
hero@hera
meglioniente
mentreguardobeppemaniglia
sulserio
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Asto l'insoddisfatto, cambia link una volta al dì
Bassotuba, ovvero la via di fuga da tutto
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Iurij il supereroe, Iurij il giramondo. Spara, Iurij!
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