sono degli stronzi e lo sai.
sì, ma lo sono stato anche io. cresceranno e capiranno.
possibile che non ti arrabbi quando ti fanno certe cose?
possibile. preferisco lasciar perdere.
sei il solito vigliacco.
se lo dici tu..
ora ti faccio arrabbiare io. mani nere, donne picchiate, guardie armate.
non attacca.
guardie armate bianche.
ho detto che non attacca.
ti odio.
auguri.
almeno hai della birra in frigo?
mmm...no.
ohhh... e va bene.
confucio-ne
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ero bambino quando frequentavo la sezione del partito di mio padre (n.b. del partito di mio padre). ho un sacco di ricordi in quella casetta che cadeva a pezzi, dove si annusava costantemente l'odore di sigaretta e quello del legno stantio, e delle centinaia di documenti polverosi che nessuno, probabilmente, aveva mai letto per davvero.
ricordo le spaghettate alle 11 di sera, e il cuoco della sezione. e un paio di soggetti che sfoggiavano anelli col simbolo della falce e martello (erano soggetti che si sarebbero trasferiti nella sezione di un altro partito, appena qualche anno dopo).
ricordo le litigate che si facevano, e i compiti fatti sul tavolo delle riunioni mentre i grandi discutevano in 3 o 4 nella stanzetta accanto, dov'era la scrivania del segretario.
ricordo poi il bagno, un metro per un metro, una tazza e un lavandino. e poi la scritta, tragicamente comica, "si pregano i compagni che soffrono di prostata di pulire". all'epoca non potevo immaginare cosa fosse una prostata, e di quali scherzi fosse capace.
un'accolita di rancorosi che aveva come interesse la politica, più del calcio e delle donne. a proposito delle donne. c'era anche la puttana della sezione, una tipa che somigliava molto alla segretaria dei Ghostbusters e che la dava via praticamente a tutti (n.b. ora è diventata un deputato).
insomma, ho un sacco di bei ricordi di quando ero bambino.
confucio-ne
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il lavandino è un mare mosso e scuro di onde svogliate. la lampada ricorda tempi migliori, il letto poi non ne parliamo. un rivolo d'acqua dolce mi scivola sulla guancia ormai glabra mentre guardo indietro per un istante, e faccio un respiro, e mi sento bene. esattamente come prima : siamo ciò che scegliamo di essere. una lenta spirale, il superamento di limiti mentali spesso autoimposti, evoluzioni e stasi che si alternano in un modo non del tutto comprensibile. per ora.
la sottile macrodistinzione tra il me e l'io mi ha ferito le tempie tanto tempo fa, e di quella notte mi resta ancora qualcosa nelle vene ; si tocca il fondo per risalire verso la luna e non tornare mai più indietro, ma senza rabbia. la rabbia è un catalizzatore iniziale e niente di più, non ci si può costruire niente sopra.
si provano tante strade fino a quando non si inizia a volare.
confucio-ne
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i ragazzi di Frank Benedetti me le hanno date di santa ragione nello spogliatoio. non voler vendere l'incontro è considerata una grossa offesa, nell'ambiente della piccola mafia locale.
il ragazzino che ho di fronte è al suo terzo incontro, e non ha più di 20 anni. una promessa del pugilato. è quello che dicevano anche di me. una promessa del pugilato. è quello che dicevano anche di Joe Vannucci. Joe Vannucci, 74 incontri, 52 vittorie per KO. il mio allenatore.
alla fine del terzo round ho già finito le forze, e mi avvio a diventare un pezzo di carne fredda. Joe è di due sigari sotto il par.
<<che hai oggi?>> mi chiede.
lo guardo accennando un sorriso, poi il dolore si fa più forte e rilasso gli angoli della bocca.
<<tienilo lontano. coi pugni ragazzo, coi pugni>>.
faccio su e giù col mento come per dire "ok", poi suona la campana e sono costretto a rialzarmi.
la promessa del pugilato manda un bacio alla ragazza in terza fila, poi si fa sotto e prende a tempestarmi sui fianchi, come se stesse prendendo a calci nel sedere un bambino. la promessa del pugilato, Jackie "Warp" Mezzofanti, per un attimo smette di massacrarmi lo stomaco, mi spinge verso le corde e poi avvicina la bocca al mio orecchio.
<<questo è da parte di Frank, stronzo>> mi dice assestandomene uno dritto dritto sul mento.
non c'è più rabbia in me, nè rimpianto. non più sete di giustizia, solo voglia di andare a casa. mentre cado a terra incrocio gli occhi azzurrissimi di Joe. fuori la pioggia aumenta, e io sono soltanto un pugile finito al tappeto.
confucio-ne
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distorsioni visive, bruciature di disappartenenza, nuvole.
e un'altra mattina comincia così. ho ancora in testa sogni non del tutto miei, mentre faccio colazione ; bevo un po' d'acqua dal rubinetto e torno in camera.
<<cribio>> dico tra me e me.
c'è un po' di disordine. la tenda gialla stretta nel mezzo sembra una clessidra, il letto IKEA biascica nomi tipo smdarbraag e stippe. c'è qualcosa che mi sfugge, in tutto ciò.
fuori fa freschetto.
<<mmm...>> ripeto, senza sapere da dove iniziare.
uno di quei giorni in cui non ti va neanche di vestirti. ma lo fai, anche se ti sembra troppo impegnativo.
fuori c'è la biovarietà che si agita e freme per avere una seconda razione ; ma io no, e in questo non c'è niente di eroico. ripetizioni sinaptiche al limite dell'ossessività, mantra quotidiani fatti di gesti e parole : il lavoro, la famiglia, accendi il gas e spegni la candela. non fa per me, ma ci sono dentro, e l'ho scelto io.
forse essere felice non significa solo fare ciò che ti rende felice e spezzare le catene del pensare comune, ma essere anche in grado di sopportarne le conseguenze. sostenere uno sguardo non è facile come alzare un pugno, in fondo. rimugino speranze mentre bissando la colazione prendo un cappuccino al bar.
confucio-ne
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mi siedo al tavolo della biblioteca, tiro fuori i libri e rimango accecato da un paio di occhi castani che mi fissano.
<<occazzo>> dico sottovoce, poi mi metto gli occhiali e inquadro meglio. capelli rossi scuri, occhi castani, tette. la mia analisi termina così, ed è più che soddisfacente.
<<dai, sei qui per studiare. dai. non puoi metterti a guardare le ragazze. ormai l'hai capito. l'unica strada per uscire dalla mediocrità è impegnarsi, studiare, darci dentro come un torello abruzzese. ma più abruzzese del solito. non puoi metterti a guardare le ragazze. no no no. ora apri il libro e poi..>> mi dico mentalmente, fino a quando apro il libro di Comportamento Organizzativo (n.b. in copertina, foto di lupi che si sbranano) e comincio a studiare.
<<Gli atteggiamenti influiscono sul comportamento tramite le intenzioni>> ripeto tra me e me, solo che la frase non mi suona e la ripeto ancora un paio di volte. Sono convinto di averla mandata a memoria quando inavvertitamente alzo gli occhi e la vedo.
Un raggio di sole illumina la biblioteca, il rimmel fa il suo effetto scenico, un lupo ulula dietro le mie spalle.
<<gliatteggiamentiinfluisconosulcomportamentotramiteleintenzionigliatteggiamentiinfluiscono
sulcomportamentotramiteleintenzionigliatteggiamentiinfluisconosulcomportamentotramite
leintenzioni...>> ripeto a mente velocissimo, ma ormai ho perso la concentrazione e allora capisco che, sì, è troppo tardi, perchè lei è già entrata dentro di me e non vedo l'ora di ricambiare.
confucio-ne
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Caffè
Cannoleekee
Disfunzioni sinaptiche
Niente assoluzione alla chiesa
del Reverendo Johnson
Zucchine Crude

Raging Bull
Bandiera bianca
Il 3 dicembre del 39
Right here right now
Praise you
Sui giovani d'oggi..
Germi
La veritĂ che ricordavo
Quello che non c'è
girosolo@gmail.com
Follow_the_White_Buddy@msn.com
dì un po', ma che te ne importa?
non provarci.

schlomele in quanto fa 1000 divis...
al3sim in quanto fa 1000 divis...
utente anonimo in quanto fa 1000 divis...
utente anonimo in under presciaeh si. ...
schlomele in + = la tua soluzion...
utente anonimo in + = la tua soluzion...
utente anonimo in come lo chiamereste ...
schlomele in sono passate due set...
utente anonimo in sono passate due set...
effettopauli in sono passate due set...
per ora queste :
about joe vannucci
attenzionenon è mai successo
e-speri-mento
hero@hera
meglioniente
mentreguardobeppemaniglia
sulserio
tech
that one day
Asto l'insoddisfatto, cambia link una volta al dì
Bassotuba, ovvero la via di fuga da tutto
Bastards of young, il fotoblog di Dizzy
Cavallo goloso (ma chi è?)
Davide, un ragazzo semplice dallo sguardo spento
Emiglia, ogni riccio un capriccio. E sono tanti!
Il blog di elle, equilibri tra femminilitĂ e pazzia
Ironica, meglio nota come StregAle
Iurij il supereroe, Iurij il giramondo. Spara, Iurij!
Jolly da Fabriano
La mia creatura ormai abbandonata : il Blogghino
Lunadigiorno e i suoi sottili, insondabili dualismi
Ragazzi con le idee chiare
Sphera e le sue finestre : mezze aperte, mezze chiuse
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Quante bestie ha Zio Tobia? *loading*!
